Il boom della pasta di zucchero ha cambiato il modo di fare festa. Se fino a qualche anno fa bastava avere una normalissima torta per rallegrare ogni ricorrenza oggi ciò che rende il vostro party davvero speciale  è una torta artistica. E’ proprio da questo nuovo modo di fare festa che parte la diatriba tra pasticceri e cake designer.
 
Parenti certo, ma in lotta aperta. I  pasticceri  risentono molto dell’enorme successo conquistato dai disegnatori di torte, i seguaci del Boss  stanno riscuotendo consensi enormi che danno piuttosto fastidio a  chi è abituato ad accaparrarsi consensi e complimenti solo per se.  Ma il mondo della pasticceria è cambiato, c’è poco da dire, bisogna solo adeguarsi. 
 
I signori pasticceri, legati al vecchio modo di fare torta però, pare proprio che non vogliano mandar giù la pillola, eppure sarebbe così semplice, basterebbe un po’ di zucchero! Una sorta di guerra all’ultimo colpo di mattarello.
 
Finiamola con questa lotta inutile e infruttuosa. Per modellare lo  zucchero, ci vuole tempo e si sa, nelle attività commerciali la fretta vince, per creare opere d’arte poi, ci vuole una specifica manualità che un pasticcere classico non possiede, c’è poco da fare.  Come si suol dire “ad ognuno il suo”. 
 
E allora che fare? Iniziare a capire che la collaborazione è l’unica arma per raggiungere il successo sarebbe un grosso passo avanti! Un soldato da solo non vincerà la guerra, insieme invece, ha buone possibilità di riuscita.  Sembrerebbe che i cari signori pasticceri vedano nel  cake designer il nemico, il professionista da combattere,addirittura  il ruba mestiere, non hanno ancora capito che l’artista dello zucchero invece, è più  semplicemente colui che renderà il loro prodotto unico  e inimitabile.
 
Accogliete il  “prodigo designer” non vi farà mai del male e solo un’artista, per giunta dello zucchero esattamente come voi , ha solo competenze differenti.  Invece di rincorrere chimere,siate lungimiranti, sappiate misurarvi, siate critici con voi stessi, non improvvisatevi è ricordate meglio lavorare in due che produrre qualcosa di poco gradevole.
 
  E poi, diciamocela tutta,  in questo momento di crisi, dare spazio agli altri non può che far bene a voi, alla vostra azienda e all’economia.  Ma se proprio non la pensate così … almeno seguitevi un corso!
 
 

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